Zanna Bianca
è la nostra proposta per
Qui comincia la lettura 2010.
“La cupa, tetra foresta premeva ai due lati del torrente gelato. Gli alberi spogliati dal vento del loro bianco manto di ghiaccio sembravano pendere uno verso l’altro, neri e sinistri, nella luce languente. Un gran silenzio regnava sulla pianura che era anch’essa una desolazione inanimata, immobile, e così solitaria e fredda da esprimere qualcosa di peggio della tristezza. C’era in essa un accenno di riso ma di un riso più terribile della tristezza, un riso che era più lugubre del sorriso della Sfinge, un riso freddo come il gelo e partecipe dell’orrore della infallibilità. Era la potente e incomunicabile saggezza dell’eternità che schernisce la futilità della vita e gli sforzi della vita. Era il selvaggio, il feroce cuore di ghiaccio delle terre nordiche. Ma c’era vita nella pianura e una vita insolente.”
Secco, incisivo, urticante, a tratti terribilmente cruento, ma allo stesso tempo cupamente affascinante, intrigante e seduttivo. Questo è Zanna Bianca di Jack London, e già dall’incipit si comprende come il romanzo sia destinato a lasciare una traccia indelebile nella memoria di chi lo legge e ad innescare una curiosità febbrile in chi si appresta alla sua lettura.
Zanna Bianca, figlio di un vecchio lupo e di Kiche, cagna inselvatichita, impara presto che la lotta per la sopravvivenza è aspra e spietata, soprattutto se si vive in un contesto nel quale tutto si dimostra ostile. Il giovane lupo impara a non lasciarsi sopraffare dagli eventi e a non cedere neppure di fronte alle trappole tese dalla natura: la stessa Alaska, quel mondo di ghiaccio che odia ogni forma di esistenza, gli permette in realtà di scoprire come la vita sia un bene inestimabilmente prezioso, da tutelare in ogni modo, anche di fronte a sofferenze che paiono insopportabili.
Adottato dall’indiano Castoro Grigio, Zanna Bianca cresce al campo patendo l’odio dei cani che lo sentono come un estraneo. Ma è quando viene venduto ad uno spietato addestratore di cani da combattimento, Smith Bellezza, che Zanna Bianca inizia a comprendere quanto l’uomo possa essere crudele. Costretto continuamente a battersi contro altri cani, un giorno viene battuto da un feroce bulldog.
Il giorno della sconfitta è però anche quello della sua salvezza. Sul ring sale Weedon Scott, un giovane commerciante californiano, che prende con sé il lupo infondendogli l’amore e l’affetto che non aveva mai conosciuto. E nel momento in cui Scott sale sulla nave che lo riporterà alla sua terra, Zanna Bianca esce dalla casa in cui era stato chiuso e lo raggiunge, scegliendo di legarsi per sempre alla persona che gli ha ridato la vita e la fiducia negli uomini.
Zanna Bianca si rivela una potente metafora della crescita, uno specchio – a tratti deformato e deformante – attraverso il quale comprendere che il disagio, la sensazione di inadeguatezza, di smarrimento di fronte alla realtà, che accompagna ognuno di noi nel passaggio verso la maturità, può essere vinta grazie alla volontà, al desiderio di superare gli ostacoli, al di là di ogni privazione e limite.
Il romanzo di Jack London, come i classici della letteratura, continua a parlare al suo pubblico e a regalare emozioni; o meglio, permette al suo pubblico di esplorare tutta la gamma delle emozioni,
