Sleddog e dintorni

“Bardature di cuoio pesavano sui cani, cinghie di cuoio le legavano alla slitta che trainavano”. Durante gli interminabili inverni in Klondike, Jack London ha certamente vissuto da vicino i riti e le sensazioni che intercorrono tra l’esploratore del Grande Nord e il suo immancabile complemento, la muta di cani da slitta.
Ma se i freddi dei pionieri sembrano lontani anni luce dal tepore dei nostri appartamenti, qualcosa del mondo di Zanna Bianca sopravvive tra gli appassionati di sleddog. Poco importa se i loro Husky mordicchiano fibre sintetiche al posto del cuoio, o se lo sport ha preso il posto della lotta per la sopravvivenza: questi atleti duri e  puri amano “il vasto silenzio che incombe sulla terra” e dall'Europa al Nord America celebrano le meraviglie di un universo sotto zero attraverso una serie di competizioni avvincenti.
A livello agonistico, lo sleddog ha conosciuto negli anni un crescente successo e annovera ormai diverse tipologie di gara. Nelle specialità dello "sky joring" e della "pulka scandinava", il conducente indossa sci di fondo ed è trainato da un solo cane, legato a sua volta o alla cintola del conduttore (musher), o ad uno slittino debitamente zavorrato. Nelle altre categorie, invece, i musher guidano direttamente una slitta di grosse dimensioni, trainata da mute di cani che vanno da una coppia di bestie (categoria D) a più di otto elementi (categoria O... occhio alle curve!). Le distanze delle corse sprint e di media percorrenza variano dagli 8 ai 24 Km, mentre le gare a tappe (come la leggendaria Iditarod o la Yukon Quest) possono arrivare a coprire un territorio di circa 1800 Km!
In questa durissima pratica sportiva, ovviamente, il rapporto tra cane e conducente gioca un ruolo decisivo: come sottolinea l'autorevole musher Fabrizio Lovati nell'intervista apparsa sull'ultimo Colibrì (aprite a p. 11 o ritirate la vostra copia in via Accademia!), nello sleddog "l'uomo non viene visto come il 'padrone', ma piuttosto come un vero e proprio capo branco", e il suo successo in situazioni avverse dipende unicamente dalla capacità di ponderare e condividere la fatica del gruppo, a riprova del fatto che tra la comune degli uomini e quella dei cani, specie oltre il circolo polare, le differenze si assottigliano!
In attesa di altre news legate alle principali gare mondiali di sleddog, intanto potete munirvi di racchette virtuali e accedere da questo sito alle pagine della Federazione Italiana Musher e Sleddog sport (F.I.M.M.S.), da anni impegnata nella promozione e nella tutela di una disciplina che inizia dove terminano le tracce di... Zanna Bianca!