I personaggi di Zanna Bianca - Monocolo e Kiche
Ogni romanzo ha la sua saga familiare. E quella di Zanna Bianca ha inizio nei pressi del fiume Mackenzie, grazie all'unione tra Monocolo e la mezzosangue Kiche. Abbandonato il ritmo ossessivo dei primi tre capitoli, London sembra concedersi una pausa: da vero naturalista inizia a osservare più da vicino il comportamento animale e, con esso, le molteplici manifestazioni dell'istinto di sopravvivenza. Ora che l'inverno volge al termine, l'urlo della fame cede il passo agli amori. Ma si tratta di amori selvaggi, di storie "scritte in rosso sulla neve". Del branco originario che aveva dato la caccia a Henry e Ben restano solo "la lupa, il giovane capo, il vecchio con un occhio solo e l'ambizioso lupetto di tre anni". Monocolo è "un vecchio lupo scarno, grigio e segnato dalle cicatrici di molte battaglie". Rispetto agli altri contendenti ha trascorso tanti inverni nel Wild, e l'esperienza acquisita lo agevola nello sbarazzarsi dei propri rivali.
Kiche, guida dei propri simili e terrore metafisico agli occhi degli esseri umani, assume finalmente le sue vere sembianze, quelle di un lupo femmina che muove il desiderio animale, "una cosa assai più aspra e crudele che non la caccia alla carne". Dopo aver contemplato ghignante "la tragedia del sesso" che si consuma sotto i suoi occhi, ma che diventa tragedia "solo per coloro che soccombono", la lupa corre insieme al vincitore e divide con lui il proprio essere: "I giorni passavano, ed essi stavano sempre insieme, cacciando la loro carne e uccidendo e mangiando in comune". Una nuova famiglia è sorta, e il tempo della coppia è segnato, a breve distanza, dalla nascita della cucciolata.
Nel descrivere la trasformazione dei due animali, il loro passaggio dalla "battaglia delle zanne" alla ricerca spasmodica di una tana, la poetica di London apre scenari narrativi inediti, meno spietati rispetto all'incipit, ma non meno aderenti alla legge del Wild. In Kiche, i morsi implacabili della repulsione divengono quelli protettivi della maternità; mentre le piste della carne battute da Monocolo non rispondono più all'egoismo, ma a un senso innato di responsabilità paterna. Negli atti dei genitori è sempre l'istinto di autoconservazione a giocare la parte del leone; solo che lo stesso istinto è ora trasmigrato dal corpo proprio dei due individui al corpo generico della specie. Stretti al ventre della lupa, infatti, giacciono "cinque strani mucchietti di vita, molto deboli, molto impotenti, (...) con occhi che non si erano ancora aperti alla luce". Tra loro c'è Zanna Bianca...